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Folco Quilici e le sue avventure.

Folco Quilici è nato a Ferrara il 9 aprile 1930 ed è morto a Orvieto il 24 febbraio 2018 a 87 anni per un ictus.   È stato un documentarista e uno scrittore.

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 LA VITA

Folco Quilici era figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi, aveva un figlio che si chiama Brando e una moglie che si chiama Anna. Ha studiato cinema e poi si è specializzato nelle riprese sott’acqua. Nei suoi film racconta il rapporto tra l’uomo e il mare e sono stati distribuiti in tutto il mondo. Ha girato documentari, scritto libri e ha anche collaborato a fare le riprese subacquee del film L’orca assassina, del 1976. Ha fatto anche molti programmi in televisione (per la Rai e per Sky) e ha vinto molti premi internazionali, come l’Orso d’argento al Festival di Berlino del 1957 con il documentario “Ultimo Paradiso” e il David di Donatello del 1972 per la regia del film “Oceano”. Nel 2006 la rivista Forbes lo aveva inserito tra le cento firme più importanti del mondo per i suoi film e i suoi libri sulle culture del mondo e sull’ambiente.

Alessandro De Lellis/ 1G

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Furti nelle portinerie

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Venerdì mattina quando sono uscita di casa per andare a scuola, ho visto che la portineria del mio palazzo era tutta in disordine. Mi sono fermata a chiedere al custode cosa fosse accaduto e lui mi ha risposto che durante la notte qualcuno era entrato scassinando la porta, forse in cerca di soldi. Intanto notavo che la polizia stava esaminando il locale in cerca di qualche indizio. La portineria era stata completamente vandalizzata: tutti i cassetti erano stati aperti e i documenti del condominio per terra, in disordine….Mancavano anche i modellini di barche che il portiere aveva sulla scrivania e i pacchi di Amazon che i condomini non avevano ritirato la sera prima. Questo episodio non è un caso isolato perché qualche settimana fa erano state vandalizzate  altre portinerie del mio quartiere! Fatti che si stanno replicando spesso purtroppo, turbando il quieto vivere del quartiere.

Roberta Persechino – 1I

Attacco di baby gang in via Caracciolo

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Di sera a via Caracciolo, luogo ideale per fare belle passeggiate ammirando il mare, può accadere di imbattersi in una baby gang, come è avvenuto  qualche settimana fa a tre amici che sono stati aggrediti, picchiati senza motivo e per il solo gusto di ferire! Quando è arrivata la polizia è stata messa in fuga una gang di ragazzini tra i 10 e 15 anni. Questa forma di violenza si sta diffondendo sempre di più tra gli adolescenti fino a coinvolgere dei bambini di 8/10 anni : vogliono sentirsi forti contro i più deboli. Agiscono senza un preciso motivo, ispirandosi a film, modelli negativi e soprattutto nell’assenza delle famiglie. Atti di violenza che a volte incominciano per gioco, ma possono diventare un vero incubo per le vittime. Credo che per fermare questo fenomeno le istituzioni dovrebbero essere più presenti sul territorio, facendo capire a questi ragazzi che sentirsi “forti” non vuol dire “essere cattivi”, ma aiutare chi è in difficoltà.

Piccirillo Martina  – 1I

 

Un Piccolo Grande Cucciolo

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Solo, sulla strada centrale di una grande città, abbandonato e legato ad un palo della luce senza niente da mangiare. Era l’imbrunire, tutti lo guardavano e lo compativano, ma alla vigilia di Natale forse troppo indaffarati per fermarsi ad aiutarlo. Allora il piccolo grande cucciolo dal pelo champagne, senza nome e sporco di terra, implorava i passanti con uno sguardo stanco e sfiduciato, sperando che qualcuno finalmente lo liberasse. Eppure era un Labrador, forte e robusto con tanta voglia di fare amicizia. Ma ecco che, ad un certo punto arrivò una bella ragazza, lo vide e si emoziono’….. E se fosse capitato a lei?…. I due sguardi si incrociarono: avrebbe voluto proprio un cane, ma sapeva che sarebbe stato un impegno troppo faticoso. Il cane non smetteva di fissarla sperando che l’aiutasse,  ma lei se ne andò e lui rimase lì  a guardarla che si allontanava. Poi inaspettatamente cambio’ idea con   un repentino dietro front : non riusciva a lasciarlo lì legato a soffrire, senza nessuno e niente da mangiare.  Negli occhi del cane brillo’ una luce di felicità: questa volta sarebbe stato slegato da quelle corde. La ragazza lo prese con sé, fregandosene di tutto e tutti. La mamma, però, non era proprio d’accordo a tenerlo, per cui stabilì che subito dopo le vacanze natalizie lo avrebbero portato al canile. Il cane non parlava la loro lingua, ma capiva, allora fece di tutto per farli cambiare idea, cosí ubbidiva agli ordini e giocava con tutti,  cercando di dare fastidio il meno possibile. Alla fine delle vacanze la ragazza tristemente si preparava per portarlo al canile, ma la madre la sorprese quando decise di lasciarle quel piccolo Labrador: se ne era affezionata! Quel giorno la ragazza felice lo portò a fare una passeggiata per comprare collare e cuccia. Il nostro grande cucciolo finalmente aveva trovato una famiglia che gli volesse bene. I Labrador sono  dei cani docili, intelligenti, giocherelloni e grandi nuotatori,  buoni amici per i non vedenti! Allora, perché abbandonarli?

Alessia Ciaramella – 2G